Prima di tinteggiare: cosa guardare sul muro
Il muro sembra pronto. È chiaro, sembra liscio, e con la finestra aperta la luce lo pareggia. Si apre il barattolo, si fa mezza parete, e la tinta nuova si gonfia in un angolo. Il problema non era il colore. Era quello che stava sotto.
A Trapani la differenza tra una stanza e una facciata si vede in pochi giorni. Dentro, l'umidità resta chiusa. Fuori, pioggia e sole lavorano sulla stessa tinta. Il controllo si fa prima di salire sulla scala, non a lavoro finito.
Se la macchia è umidità
La mano basta. Parete fredda e umida, intonaco che suona vuoto, alone scuro vicino al pavimento o nell'angolo del soffitto: lì la tinta nuova non tiene.
Coprire e basta è il modo più corto per rifare la stanza. Si aspetta che il muro sia asciutto. Non «quasi». In una casa chiusa d'estate l'aria è calda e l'intonaco può non esserlo.
Finché la causa è lì — una perdita, un angolo che non respira, un muro contro terra — il barattolo può restare chiuso.
La tinta vecchia che si stacca
Se la pittura viene via a scaglie, non si passa sopra. Si toglie quello che non aderisce, si pareggia il bordo, e solo allora si pensa al fondo.
Una parete già lavabile e una a calce non bevono la tinta allo stesso modo. Un riquadro piccolo, in un angolo poco in vista, dice più di un barattolo aperto di slancio su tutta la stanza. Se il riquadro si segna o si ritira, ci si ferma.
Interno ed esterno non sono lo stesso lavoro
In casa conta la luce e quanto la parete si sporca. Cucina e corridoio chiedono una tinta che si possa pulire. La camera, meno. La stessa latta, spostata dal soggiorno al muro esterno, non fa lo stesso lavoro: fuori contano la pioggia e il sole sulla facciata.
Per questo il rinfresco di una casa è una sequenza corta. Prima il muro, poi il fondo, poi il colore. Due mani date su un supporto sbagliato non accelerano. Obbligano a grattare.
Il giorno del lavoro, infine, si libera la stanza prima, non durante. Mobili al centro, coperti, prese protette. Sembra una perdita di tempo. È l'unica parte del cantiere che, se saltata, si vede sulla tinta finita.
C'è anche il nastro. Cornici, interruttori, il bordo tra parete e soffitto se i due colori sono diversi. Un bordo storto si nota più di una parete fatta bene. E si sceglie il momento: con il muro ancora umido di rugiada, o con il sole pieno sulla facciata a mezzogiorno, la tinta non stende. Si aspetta che la superficie sia asciutta e non bollente.
Pitture per interni ed esterni, a Trapani, sono due lavori distinti proprio per questo. Il colore viene per ultimo. Se il muro è stato guardato prima, la giornata finisce una volta sola.